Treno della Memoria 2013: “Dopo il viaggio ad Auschwitz………”

Durante la seconda guerra mondiale la Germania nazista perpetrò uno dei più grandi crimini contro dell’umanita: la Shoah. Oggi, interpretando la storia, molti sostengono che si possa parlare di “sonno della ragione”: come ha potuto l’uomo commetere tali atrocità e come chi non era vittima si è bendato gli occhi per non guardare? In effetti dopo già tre anni che i campi di sterminio erano stati aperti e gli ebrei deportati e uccisi, la Gran Bretagna e gli U.S.A. vennero a conoscenza dell’esistenza di questi atroci luoghi, senza però intervenire; solo con il crollo della Germania e l’invasione sovietica vennero alla luce le prime notizie su quello che era stato commesso. Nel frattempo stava per nascere Israele che da lì a pochi anni avrebbe iniziato il suo travagliato percorso di inserimento nel panorama politico del Medioriente.
Il “treno della memoria” ha permesso ai ragazzi provenienti da tutta la Toscana di rivisitare questi luoghi (Auschwitz e Birkenau). Rendere a parole cosa si prova una volta arrivati è difficile, perchè ogni discorso limita la vastità di tale esperienza.
La distesa bianca di neve sui campi, come se l’orrore vi fosse rimasto cristallizzato, ci ha colpiti tutti, insieme alla vastità e quasi infinita dimensione dei campi. La ragione si annulla in questi orrori.Le latrine desolate delle baracche, i letti a castello di legno, i forni crematori, si stenta , desolati, a concepirli.
L’obiettivo di questo viaggio di istruzione è stato quello di renderci testimoni, candele della memoria, che durino ancora e tramandino ai posteri quello che è stato, per non dimenticare, ma soprattutto perchè non riaccada.

SAMUELE MAZZOLI, V S

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