Il mondo dello sport: tra illusione e realtà

<I limiti, come le paure, sono solo illusioni>.

Michael Jordan diceva così all’apice indiscusso della sua carriera.

Sinceramente non sono mai riuscito ad appurare del tutto la verità di questa bellissima affermazione, tuttavia solo adesso posso comprendere il secondo significato, quello più implicito, nascosto agli occhi di tutti, quello che si cela tra le righe. Perché il succo della questione è che nel Basket, come in ogni altro sport, la conquista della fama, della gloria, del successo e dell’immortalità sportiva, arriva solo dopo tanti sacrifici. Ovviamente sono obiettivi appetibili, sogni di bambini piccoli, speranze di adulti ormai cresciuti e ricordi di vecchi morenti. Perché lo sanno tutti, gli eroi vanno e vengono, ma le leggende no, quelle restano per sempre. Quelle imprimono il loro nome nella tua pelle, ti fanno venire i brividi solo a parlarne, ti fanno commuovere guardando vecchie cassette alla televisione. Sono loro i miti dei bambini, la causa del perché le scarpe con scritto Jordan o le magliette di Messi, vendano così tanto.

Purtroppo però, come nella vita, c’è sempre chi deve rovinare tutto, chi, credendosi più furbo degli altri, vuole raggiungere la fama ed il successo senza faticare, senza fare tutti gli scalini necessari per arrivare a quel piano, saltando così un importantissimo processo di formazione del corpo e di se stessi. Ed è così che la droga, l’alcol, gli steroidi sono entrati a contatto con tutto il mondo dello sport ormai, contagiando chiunque , senza lasciar scampo a nessuno. Ed è così che la fama, il successo, la gloria e l’immortalità, hanno perso il loro significato reale, diventando non più un degno premo per la fatica e il sudore versato ogni giorno su un parquet o su un rettangolo verde, bensì un’ossessione, un tormento, una pazzia. Pazzia la quale costringe l’essere umano a superare i propri limiti, eccedendo negativamente, andando così a finire per rovinarsi la vita o la gioventù.

Ormai tutto il mondo sportivo è stato infettato dalla droga o dai vari steroidi. Al  telegiornale si vedono continuamente esempi eclatanti di tutto ciò, persone le quali arrivate all’apice della carriera, per paura di finire come noi “mortali” cominciano a fare uso di queste sostanze illegali per aumentare le proprie prestazioni, e restare qualche anno in più in cima a quel podio. Ed è qui che sorge la mia domanda, perché tutto ciò? Qual è lo scopo? Perché rovinarsi la vita con queste cose, autoconvincendosi di venir poi ricordati con l’etichetta di “Leggenda”, quando poi l’unico appellativo con cui saremo rinominati negli anni a venire sarà quello di “Fallito” o “Perdente”.

E’ questo il problema della mentalità umana: spesso non sappiamo capire che la vera gloria personale, che può essere quella di un bambino nel fare il primo canestro, oppure quella di un giocatore professionista nel vincere il campionato e nell’alzare la coppa al cielo,  si ottiene non saltando i vari step affidandosi così ai falsi amici, quali la droga per esempio, bensì sudando e faticando ogni singolo minuto,ora, giorno. Perché alla fine le conquiste più sudate, sono quelle più apprezzate. E le imprese dei singoli individui , i quali hanno faticato tanto per farle, sono quelle che verranno ricordate da tutti, quelle di cui i genitori parleranno ai figli, quelle che alla fine sorrideranno alla morte, rimanendo così all’apice dei ricordi di ognuno.

 

Bini Lorenzo

Classe 2P

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