L’Educazione e il valore del tempo senecano

In un’intervista il filosofo mostra tutti i suoi dubbi sulla società moderna e, dopo 2000 anni, ci indica la via per continuare a seguire la saggezza.

Oggi presentiamo ai nostri lettori un ospite davvero d’eccezione, direttamente dall’antica Roma: Lucio Anneo Seneca!

Nell’età dei divertimenti e della dissolutezza pare che abbia deciso di tornare in campo nell’interesse dell’umanità. Ma non perdiamoci in troppi preamboli ed entriamo subito nel vivo.

I: <<Buonasera, grazie per aver accettato questo impegno>>.

S:<<Seneca “intervistatori” suo salutem>>.

I:<<Come mai dopo così tanto tempo ha sentito il bisogno di tornare a lottare per il bene comune?>>.

S:<<Perché il genere umano sta attraversando una fase critica. La nostra “Res Publica maior” non esiste più, mentre quella “vere publica”, nonostante organismi come l’ONU o l’unione europea la rendano sempre più unita [sorride compiaciuto per la sua intuizione], è più che mai in difficoltà. È per questo che mi sono scomodato, per spiegare a tutti, e soprattutto a voi giovani, che l’impegno del singolo può giovare alla “turbam” e all’intera umanità>>.

I:<<Come potrei io, da singolo, far progredire un mondo così distratto ed eterogeneo?>>.

S:<<“Ita fac”. Innanzi tutto preoccupati di educare te stesso, il mondo sarà più maturo quando ognuno di voi si concentrerà sulla “paideia”, sull’educazione che rende uomini. Questo è un primo passo, ma è insufficiente: lo avevano intuito già i Greci e voi, così moderni e tecnologici, lo avete dimenticato!>>.

I:<<Eh sì, in effetti la nostra società dà spesso esempi sbagliati riguardo al comportamento da seguire…>>.

S:<<Esempi Sbagliati?! Ognuno di voi dovrebbe pensare ogni giorno: “Numquam mores quos extuli refero”. Tanto sono grandi i vizi diffusi ovunque>>.

I:<<Come possiamo eliminare i nostri difetti? O, come direbbe lei, il nostro “otium luxuriosum”?>>.

S:<<Bisogna essere pazienti. Lei mi sta chiedendo come si diventa saggi…                                                                  è un cammino da intraprendere momento per momento, come dice il vostro proverbio: “Roma non fu fatta in un giorno”. Punto fondamentale è riuscire a valorizzare il vostro tempo, non potrete mai essere veri uomini senza utilizzare a fondo la vita, senza l’unica cosa di cui “possessionem natura nos misit”. E ricordate che il tempo non ha mutato le sue caratteristiche in questi 2000 anni: la fase sotto il nostro controllo, la sola fase che possiamo padroneggiare è il passato, incamerato come ricordi dopo aver vissuto intensamente il presente.

Questo avreste potuto impararvelo da soli dai testi che vi ho lasciato senza farmi sprecare ulteriormente la voce su questioni già chiarite, come dissi anche al mio caro Lucilio: << “Quare omnia quae praestanda ac vitanda sunt dicam?” O forse siete troppo occupati a guardare la TV [mostra un espressione di disprezzo sul volto] per perdere tempo a leggere il mio “De brevitate vitae”?>>.

I:<<Diciamo che l’uomo moderno medio potrebbe considerare i suoi testi un passatempo poco piacevole…>>.

S:<<Ed è proprio qui che vi sbagliate di grosso! Mai avrei proposto dei libri come passatempo! Il tempo “defluisce” per sua natura (sfortunatamente!), le vostre letture, il vostro tempo libero, il vostro “otium”, se mi consentite l’ennesimo latinismo, dovrebbero essere attività “impegnate”, rivolte alla vostra educazione, alla vostra interiorità. Come credete che il mondo possa migliorare se i vostri giovani sono tutti costantemente davanti alla TV, davanti al computer, davanti ai telefonini?

E non sono solo loro: tutta la vostra società è distratta al punto che ci vorrebbe una nuova edizione del “De brevitate” con un netto ampliamento della “galleria degli occupati”!>>,

I:<<Diciamo che noi giovani siamo in parte giustificati: abbiamo una vita davanti…>>.

S:<<Ma allora anche lei è un ingenuo! Non ricorda? “In hoc enim fallimur, quod mortem prospicimus; magna pars eius iam praeterit; quidquid aetatis retro est mors tenet”.Durante quest’intervista lei è morto. Chi ci segue è morto mentre leggeva le sue e le mie parole. Ma grazie alla mia presenza avete anche affrontato un percorso di “otium tranquillum”, avete speso il vostro tempo, ma lo avete speso bene, siete cresciuti>>.

I:<<La ringrazio infinitamente>>.

S:<<Vale>>.

 

Gianmarco Scortecci  5°B

Prof.ssa Patrizia Borghesi

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