Pasticceri in Tv

Anselmo Grotti

Lo spazio sociale della comunicazione è l’ambiente in cui maturano le nostre convinzioni. Come si sviluppano i nostri modi di pensare? Da sempre esiste una tensione tra l’affidamento ad “esperti” e l’idea che ciascuno sia libero di farsi una propria idea. In passato prevaleva il principio di autorità: preferibilmente ci si affidava all’esperto. Poi c’è stata la prevalenza dell’uomo della strada, il commento a caldo, i sondaggi.

Nell’era dei mass media la questione si è fatta molto seria, con risvolti preoccupanti. Il caso delle esternazioni di Red Ronnie sui vaccini («è demenziale vaccinare i bambini») alla trasmissione Virus, su Rai2, è solo uno dei tanti esempi. Un personaggio televisivo ha più credibilità di un medico? Il virologo Roberto Burioni ha chiesto al servizio pubblico di informare «correttamente e diffusamente sulla funzione dei vaccini». Non vaccinare i bambini per scelta mette a rischio anche quelli che non si possono vaccinare perchè in terapia. Oltre a Ronnie c’è Eleorna Brigliadori, che dice che si può sconfiggere il cancro senza curarsi. Adriano Celentano, che appoggiò le “cure” di Stamina, e così via. Nel gioco delle opinioni, quella di un disc jockey vale quella di uno specialista? Nicola Porro, dopo la polemica, ha detto: “Secondo me (che poi è anche la posizione della scienza)”. Si noti: “secondo me” è “la posizione della scienza”. Scriveva Platone, più o meno: “Davanti a un pubblico di bambini un pasticcere sarà più convincente di un dietologo”.  Non sempre gli “esperti” si sono dimostrati all’altezza. Ma la soluzione non è certo il “secondo me” del personaggio televisivo di turno.

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