Sui tanti morti famosi di recente

Anselmo Grotti

I media hanno molto insistito sul fatto che negli ultimi tempi il numero di personaggi famosi che ci hanno lasciato è molto aumentato. In effetti sono tanti i nomi di personaggi dello spettacolo, della cultura pop, della musica, e così via scomparsi nell’ultimo anno. Non è una questione generazionale: se sono ovviamente numerosi i personaggi morti dopo aver raggiunto una veneranda età, lo sono anche quelli morti ad età ancora solo “matura” o addirittura giovane. Non ci sono in realtà motivi particolari o strane cause nascoste. Perché allora avvertiamo una sensazione di accelerazione del tempo venendo a sapere che sono morti personaggi come David Bowie, Glen Frey, Prince, Ettore Scola, Franco Citti, Alan Rickman (Severus Piton nella saga di Harry Potter), la principessa di “Guerre stellari” (e sua madre),Erin Moran, la Joanie di ‘Happy Days’ e molti altri? Forse la spiegazione migliore l’ha data il giornalista Nick Serpell: televisione e musica pop sono moltiplicatori di fama. I nostri “paesaggi mentali” sono abitati sempre di più dai personaggi della cultura di massa. Quello che “abbiamo in testa” è sempre più affollato di volti, immagini, esperienze realizzate attraverso i media: ovviamente accanto a quelli tradizionali diviene sempre più importante la Rete, che tra le altre cose assorbe in sé tutti gli altri (musica, cinema, tv, radio, stampa) oltre a imporre modalità del tutto nuove e potenti (i social, i memi, le interazioni di ogni genere). Ancora una volta siamo alla scelta tra lavorare per condividere i paesaggi mentali o permettere che avvenga la loro colonizzazione.

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