Se Friedrich condivide il senso della bellezza con noi.

Il viandante sul mare di nebbia, un uomo, ma di fronte a cosa?

Cosa vuole dirci Friedrich con il suo dipinto?

Possiamo vedere le montagne, le foreste, le rocce e un’infinità di nebbia che circonda ogni cosa di fronte a noi; quindi, cosa vede il viandante, cosa prova?

“Parea che la notte seguita dalle tenebre e dalle stelle fuggisse dal sole che uscia nel suo immenso splendore dalle nubi d’oriente quasi dominatore dell’universo; e l’universo sorridea. […] Io compiango lo sciagurato che può destarsi muto, freddo e a guardare tanti benefici senza sentirsi gli occhi bagnati dalle lagrime della riconoscenza.”

Avrebbe detto Foscolo con le sue Ultime lettere di Jacopo Ortis.

Il nostro viandante è perso in questo mare di nebbia perché i mari di Friedrich racchiudono la sete di infinito degli uomini di ogni epoca, i suoi paesaggi invernali meditazioni sulla caducità umana. Il significato del suo dipinto, quindi, va ricercato più in profondità e, più che con gli occhi, va scrutato con il cuore.

Il viandante sul mare di nebbia è la rappresentazione della solitudine dell’uomo di fronte ai grandi interrogativi della vita: Friedrich non vuole dipingere il suo sogno di realtà, ma la realtà così com’è, con le sue luci e le sue ombre. La sua grandezza sta proprio nel riuscire a dare dignità perfino alle crepe:

“Credete che la natura si manifesti solo attraverso il contrasto? Lodate forse la bellezza del mattino solo se la notte che l’ha preceduto è stata tempestosa? Oppure credete che dove c’è unità non possa esservi molteplicità, o che la semplicità sia vuota? È chiusa all’arte la sensibilità di colui al quale la natura non si manifesta nell’armonia più delicata, e che riconosce il suo spirito solo nel contrasto più acuto”.

La lente di ingrandimento con la quale Friedrich interroga la natura ed anche il fine della sua arte sono molto interessanti; il pittore tedesco, infatti, sente di poter essere utile all’umanità solo aprendosi all’Assoluto e rivolgendo le proprie attenzioni ai grandi interrogativi della vita. “L’uomo”, annota tra un appunto e l’altro, “non è per l’uomo modello incondizionato, ma è il divino, l’infinito la sua meta”.

Attraverso la sua arte Friedrich cerca di portarci dritti al cuore del mistero. Ci trascina di fronte al senso della vita. Sa che alla fin fine siamo tutti viandanti sulla terra e, per non lasciarci troppo soli con i nostri mari di nebbia, ci offre un piccolo ponte verso l’infinito.

Letizia Sarchini

,

No comments yet.

Lascia un commento

Leave your opinion here. Please be nice. Your Email address will be kept private.