Cortocircuito

Anselmo Grotti

C’è un consiglio che tutti gli “esperti” danno a chi vuol aprire un blog, un canale you tube, una pagina web: per farsi notare occorre parlare di argomenti che sono reputati interessanti dalle persone. E come si fa? È molto semplice: si utilizza la funzione Google Trends. Su https://www.google.it/trends/  è possibile vedere, sia in tempo reale che in una sequenza cronologica, cosa è più “cliccato” sul web. Si può fare la ricerca in Italia, in altri Paesi, nel mondo. Si possono scegliere i temi: Affari, Benessere, Intrattenimento, Prima Pagina, Scienze e tecnologia. Da questo si può capire molto di come funziona il web e la nostra attenzione. È chiaro che c’è un significativo effetto di rinforzo. Se so che la gente è interessatissima a sapere tutto sull’asteroide XYZ, aprirò un blog o farò un video sull’asteroide XYZ E questo contribuirà ad aumentare l’interesse per XYZ.

È un cortocircuito che provoca il fenomeno detto “della stanza dell’eco”. In una stanza chiusa e vuota una parola pronunciata ad alta voce si moltiplica rifrangendosi da tutte le parti.  Internet ne è il luogo per eccellenza, ma avviene lo stesso anche nei media tradizionali. Siamo in un “bozzolo”: chi è a favore del politico A si informa utilizzando i media che parlano bene di A; chi è a favore di Z fa lo stesso con i media favorevoli a Z.  L’informazione diventa info-intrattenimento. L’enorme pluralità di fonti di informazione non significa sempre pluralità nell’informazione. Timothy Ash, autore del libro I fatti sono sovversivi, è stato ironicamente contestato dal comico tv Stephen Colbert: “Come sarebbe, non voglio mica che i fatti mi sovvertano e mi facciano star male, voglio roba che mi fa star bene io!”.

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