La Storia: uno strumento per capire chi siamo

Dopo aver letto l’articolo del Corriere della sera del 16-12-17 “Tornare a studiare il passato per arrivare a capirlo”, ho riflettuto sull’importanza dello studio in generale e in particolare della Storia.

L’articolo è stato scritto da Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione, la quale definisce la Storia una “cosa seria”, in quanto metodo critico di percezione dei fatti, prima ancora che cognizione degli eventi .

La ministra ritiene che c’è bisogno di studiare e capire la Storia, soprattutto in questa fase buia della contemporaneità, fatta di stereotipi e di violenze.

Valeria Fedeli non ha tanto la paura del fatto che i ragazzi possano essere ignoranti sulle date delle battaglie, ma piuttosto che la lezione di Storia non arrivi profondamente alle loro coscienze, che non ne informi e non ne educhi il modo di osservare tutti i fatti della storia. Dovremmo imparare ad osservare e non semplicemente vedere; capire e non soltanto percepire.

A me piace molto studiare la storia perché forma il mio pensiero critico e non la imparo soltanto a scuola. I viaggi, i racconti dei miei nonni, le fotografie, i film e i libri mi aiutano a conoscere il passato, le nostre trasformazioni. Viviamo in una società consumistica e comunichiamo velocemente immersi nella tecnologia, ma come comprendere tutto questo senza viaggiare a ritroso nel tempo, per vedere perché e come siamo arrivati ad oggi? Dalla scoperta della ruota alle rivoluzioni industriali al nostro iphone.

 Le nostre città sono affollate di persone di origini e cultura diverse, quante volte nella storia l’uomo si è incontrato con l’altro, il diverso da sé? Dalle guerre antiche a quelle contemporanee, passando attraverso stermini, genocidi, integrazioni, rivoluzioni. Anche i luoghi testimoniano il passato e aiutano a capirlo. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto fin da piccola, vedendo posti e musei in tutto il mondo. Quest’anno studiando a scuola i cretesi e la leggenda del Minotauro ho ripercorso con la mia mente il palazzo di Cnosso a Creta, leggendo “Se questo è un uomo” ho riprovato la mia angoscia durante la visita al campo di concentramento di Mauthausen in Austria.

Sento dire che studiare la storia aiuta a comprendere il mondo di oggi guardando agli errori e ai fatti accaduti in passato, cercando anche di migliorare la nostra realtà con dei semplici gesti e comportamenti. E’ sicuramente vero, anche se l’uomo continuerà a commettere errori, forse sempre più gravi e pericolosi. Allora è importante che ciascuno di noi acquisisca la capacità critica (il “metodo critico” di cui parla V. Fedeli) per essere in grado di capire ciò che ci accade e, perché no, provare a modificarlo.

Secondo me la storia è quindi uno strumento per capire non solo la realtà in cui viviamo, ma prima di tutto chi siamo. L’identità di ognuno di noi dipende dal contesto culturale nel quale è cresciuto e questo contesto è proprio frutto di un percorso storico.

Sara Imparati 1B a.s. 2017/2018

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